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Archivi per ottobre, 2016

Petrolio: Opec incerto e accordo difficile

Scritto da economia-diritto.net il 27 ottobre 2016

Novembre è il mese caratterizzato dai grandi eventi. Come sappiamo tutti sapremo chi sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti; sapremo se la fed alzerà i tassi d’ interesse ormai dati per scontati a Dicembre; infine ci sarà la riunione OPEC di tutti i paesi produttori di petrolio e anche quelli che non fanno parte. L’ accordo per congelare la produzione e far restare alto il prezzo per barile sembra ormai lontano anni luce, tanto che gli esperti dicono che la riunione è un evento inutile in quanto già l’ accordo sarebbe saltato. Iran e Iraq si sono già pronunciati dichiarandosi fuori dall’ accordo e quindi non ridurranno le scorte e continueranno a produrre senza limiti. Anche Putin, dopo questo distacco di Iran e Iraq, ha dichiarato pubblicamente che la Russia non seguirà alcun accordo. Dal fronte Oil l’ USA aumenta comunque le sue scorte. Insomma una situazione per niente accogliente per far rialzare il prezzo del petrolio.

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BCE: il QE continua fino a scadenza

Scritto da economia-diritto.net il 21 ottobre 2016

Nessun colpo di scena nella riunione della bce tenutasi ieri pomeriggio; anche le parole di Draghi sono un rimandare il tutto a Dicembre per dare qualche novità sull’ estensione del QE anche dopo la sua scadenza (Marzo 2017).La BCE ha lasciato invariati i tassi ed il programma di acquisti di obbligazioni; Mario Draghi non ha aggiunto quasi nulla di più di quel che era scritto nel comunicato tranne la frase “l’ allentamento monetario non può durare per sempre”. Questa frase ha spinto qualche investitore ad un’ interpretazione restrittiva ma priva di fondamento in quanto la decisione sta solo nel chiudere il QE o continuarlo dopo Marzo 2017.

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FED: rialzo dei tassi adesso? Si ma anche no

Scritto da economia-diritto.net il 13 ottobre 2016

Ieri sera è andata di scena la solita conferenza stampa della FED chiamata a fornire il riassnto dei verbali dell’ ultima riunione sulla decisione se alzare i tassi entro quest’anno oppure continuare con una politica monetaria espansiva. Tutti i governati, o quasi, si sono espressi per un rialzo dei tassi entro l’ anno; Dicembre il mese giusto in quanto prima ci sono le presidenziali. La presidente della FED ha subito chiarito che non è d’ accordo e che vorrebbe continuare a lasciare i tassi invariati. Cosa ne esce: i tassi saranno rialzati relativamente preso. Frase che dice tutto e il contrario di tutto.

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BCE: si riducono le cartucce del bazooka di Draghi?

Scritto da economia-diritto.net il 8 ottobre 2016

La settimana scorsa siamo stati a guardare dei movimenti strani sugli indici azionari europei. La fed sembra ormai vicina ad un rialzo dei tassi entro la fine dell anno. La Bce, stando ad una notizia resa pubblica, starebbe pensando ad alleggerire la politica monetaria espansiva prima della sua scadenza, marzo 2017. Notizia subito smentita ma che ha portato nei mercati dei movimenti chiari: ribasso per le società indebitate come utility, lusso, industriali, ecc. e rialzi per le banche, che gioverebbe un rialzo dei tassi inquanto più disponibilità di liquidità oltre a ricominciare a guadagnare dagli stessi. Le notizia volano a tempo zero e la settimana entrante ci darà sicuramente delle sorprese.

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Venezuela …. altro che default

Scritto da economia-diritto.net il 4 ottobre 2016

In poco più di 3 mesi i titoli di stato Venezuelani son passati da una quotazione intorno ai 45 ai 65/70 di oggi. Un rialzo impressionante per un paese dato sull’ orlo della carestia come presentato dai media di tutto il mondo. I bond con scadenza 2022, i senior per dirla facile, son passati da una quotazione di 3 mesi fa di 48 ad na quotazione di oggi di 70. Di seguito riportiamo il grafico:

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Il caso deutsche bank

Scritto da economia-diritto.net il 2 ottobre 2016

Da qualche mese la banca tedesca quotata su più mercati compresi gli USA sta tenendo sulle spine il mondo finanziario. Il settore bancario risulta quello più vulnerabile che risente delle problematiche del colosso tedesco. La capitalizzazione di Deutsche oggi è di 15 miliardi, esattamente la metà di 1 anno fa. Cosa sta accadendo? Il livello dei crediti deteriorati e la quantità di NPL non smaltiti hanno fatto crollare il titolo negli ultimi mesi e non avendo un piano ancora ben chiaro la ripresa stenta ad arrivare. A questi problemi poi si è aggiunta nell’ ultima settimana una super multa dagli USA di ben 15 miliardi per delle irregolarità eseguite nel 2008, anno della crisi in America. Una mazzata che aveva fatto tremare tuttele banche del mondo. La multa è stata poi ritrattatae scesa a 5 miliardi, un terzo; problema risolto in questo fronte; restano comunque le difficoltà da gestire e i problemi da risolvere al più presto. Vedremo la Germania come si comporterà a riguardo.

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