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Archivi per giugno, 2017

Banche venete: colpaccio Intesa

Scritto da economia-diritto.net il 26 giugno 2017

Soluzione per le banche vente: via libera del consiglio dei ministri al decreto per il salvataggio delle banche venete. Arrivano 5,2 miliardi subito dallo Stato per salvare gli istituti e garantire l’apertura degli sportelli. Evitato, dunque, il caos che si sarebbe creato, come ha detto il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, con un “fallimento disordinato” e soprattutto con la procedura di bail in.
Il provvedimento, approvato in una riunione di ieri pomeriggio del consiglio dei ministri, disegna la normativa per la ‘liquidazione ordinata’ (liquidazione coatta amministrativa) di Veneto Banca e Popolare Vicenza, con il conseguente passaggio della parte sana delle due venete a Intesa Sanpaolo.
“L’intervento di Intesa Sanpaolo permette di evitare i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando l’occupazione, i risparmi di 2 milioni di famiglie e l’attività di circa 200 mila imprese finanziate”, comunicato di Intesa SanPaolo dopo la firma del contratto.
“L’intervento assicura la tutela di tutti i risparmiatori e dei creditori senior e che sono previste inoltre misure di ristoro per titolari di strumenti finanziari subordinati retail. E’ quanto scrive la Banca d’Italia in una nota ricordando che i clienti non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici e gli sportelli delle Banche saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti; tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza variazioni, ma sotto la responsabilità di Intesa Sanpaolo.”

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Produzione industriale Italia

Scritto da economia-diritto.net il 20 giugno 2017

Dal sito ISTAT risultano i seguenti dati:

Ad aprile 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra una diminuzione dello 0,4% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2017 la produzione è diminuita dello 0,1% nei confronti dei tre mesi precedenti.

Ottima performance su base annua.

Nella media dei primi quattro mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel comparto dell’energia abbiamo un aumento mensile del +2,2%; segnano invece variazioni negative i beni strumentali (-1,6%), i beni di consumo (-0,5%) e i beni intermedi (-0,4%).

Aumentano anche i beni di consumo (+2,2%), l’energia (+2,1%) e , in misura più lieve, i beni intermedi (+0,7%) e i beni strumentali (+0,6%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad aprile 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli dell’attività estrattiva (+11,8%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+7,0%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+2,4%).
Per quanto riguardano invece le diminuzioni maggiori, si registrano nei settori della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-5,9%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-5,7%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,3%).

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Detrazioni fiscali: verso l’ assegno universale

Scritto da economia-diritto.net il 9 giugno 2017

In rete gira una notizia ormai da tanto tempo e che risulta in discussione in Senato: l’ assegno universale per i figli a carico. Tutti sappiamo che le detrazioni per i figli a carico sono presenti da tanti anni e che ne usufruiamo all’ atto della dichiarazione dei redditi. Al senato stanno discutendo un provvedimento, già passato alla camera, che riguarda un assegno universale per ogni figlio a carico fino a 26 anni, che va da 150 euro a 300 euro in base all’ età. Ovviamente tutti i bonus verranno eliminati per dare a spazio a questo assegno che dovrebbe essere erogato mensilmente verso tutti, anche agli incapienti e cioè a quelli senza reddito. La spesa per una manovra simile è abbastanza alta e il governo sta studiando la mossa da attuare; forse toglieno gli assegni al nucleo familiare si arriverebbe?

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Elezioni UK in arrivo: mercati attenti

Scritto da economia-diritto.net il 6 giugno 2017

In un quadro macroeconomico molto incerto, dove gli accordi sul petrolio sono vulnerabili (legati anche alla crisi nel golfo), la politica di Trump non è ben vista da tutto il mondo e anche in casa USA i problemi non sono mica poi così pochi, la stabilità europea con l’ Italia vicina al voto anticipato, arriva il giorno delle elezioni in UK. Il partito conservatore della May sembrava mesi fa non avere alcun problema di maggioranza al governo; i sondaggi però smentiscono questa ipotesi e confermano la risalita del partito laburista. Il rischio di non governabilità è alto soprattutto se il partito liberale supera il 6% definendosi autonomo e quindi non disposto a convergere in alleanze per governare. D’ altronde il partito anti Brexit doveva fare questa scelta per forza. Giovedi sarà un giorno dove i mercati staranno con gli occhi puntati alle elezioni UK.

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Mercati europei: finanza incerta

Scritto da economia-diritto.net il 1 giugno 2017

Il nocciolo dell’ incertezza sarà se e quando la politica fiscale e monetaria dell’Europa tornerà ad essere europea, ovvero tedesca. Se e quando, in altre parole, torneremo a sentire parlare di austerità e troika (riverniciate da ministro unico delle finanze e Esm) sul piano fiscale, di euro forte sul piano valutario e di tassi più alti, a Qe terminato, quando nel 2019 Weidmann prenderà il posto di Draghi.
Nel periodo in cui la merkel aveva allentanto l’ austerity dimostrandosi aperta anche un possibile ministero comune di economia e finanza a livello europeo sembrava che i mercati rispondessero bene.
Oltre a se stessa in versione troppo tedesca, l’Europa avrà da temere incidenti di percorso eventuali in America, in Cina o nei paesi emergenti.
L’Europa non ha mai esportato come oggi e la vitalità dei suoi mercati di sbocco è essenziale per mantenere la sua crescita ai livelli attuali.
Il problema più grande si presenterà quando finirà il programma di acquisto di Draghi. Con l’ euro così forte bloccare il qe sarebbe un disastro.

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