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Fine di un matrimonio: determina l’assegno di mantenimento

Scritto da economia-diritto.net il 12 aprile 2018

La fine di una relazione è, in ogni situazione, un momento di profonda delusione e tristezza. Donne e uomini possono indubbiamente vivere in modo diverso questa rottura, anche in base al tipo di legame e unione che si era creata in precedenza. Ansia, depressione e malessere fisico regnano sovrano quando il tuo matrimonio si conclude, soprattutto considerando quello che dovrà avvenire subito dopo. Una delle grandi conseguente della rottura di una relazione, è la determinazione di un assegno di mantenimento.

Il mantenimento reciproco degli ex coniugi trova riferimento giuridico nel dovere di assistenza morale e materiale, regolato dall’articolo 143 del codice civile. La condivisione è la caratteristica fondamentale di un matrimonio, ed è proprio l’aspetto che lo differenzia da qualsiasi altro tipo di accordo di natura contrattuale. E da qui nasce proprio il conseguente dovere di contribuire alle esigenze della famiglia, in particolare concentrandosi sul sostentamento e sulla crescita dei figli, qualora siano presenti.

Da una parte vige il dovere di mantenimento rispetto all’altro coniuge e alla famiglia, ma è altrettanto vero che esiste la possibilità dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge separato, che è privo di reddito proprio.

I criteri di determinazione per l’assegno di mantenimento

Quando la separazione è consensuale, sono i due coniugi, davanti a un avvocato, a stabilire anche l’ammontare dell’importo dovuto per il mantenimento. Il Tribunale dovrà accertare che vi sia equità nell’accordo, soprattutto nel rispetto della tutela dei figli. I dettagli sull’assegno di mantenimento potranno poi essere modificati.

Qualora non vi fosse invece un accordo tra i due ex coniugi, il giudice dovrà stabilire a chi attribuire diritti e doveri. La determinazione dell’assegno di mantenimento è connessa all’individuazione di quella parte che è visibilmente svantaggiata e che non è in grado di continuare a vivere nello stesso tenore di vita. Il giudice dovrà quindi riequilibrare le reali capacità economiche della coppia che si separa, trovando quale sia il corretto valore da destinare al mantenimento.

Se dovesse verificarsi un inadempimento da parte del coniuge, che è obbligato a corrispondere l’assegno, il giudice potrà anche richiedere il sequestro dei beni, o richiedere che il versamento del denaro sia effettuato da terzi.

Richiedere l’intervento di un investigatore privato per determinare il reddito (nascosto) del coniuge

Vuoi trovare un modo sicuro per tutelarti? E’ possibile allora richiedere aiuto a un’agenzia investigativa per verificare le condizioni reddituali di un coniuge. L’intervento di un investigatore privato è fondamentale per avere assistenza e trovare tutte le risposte alle tue domande in fase di revisione, o determinazione dell’assegno di mantenimento.

Si tratta di una scelta utile per considerare eventuali cambiamenti nel tenore di vita di uno dei due ex coniugi. Si potrà così identificare quali sono questi eventuali cambiamenti che possono influenzare lo stile di vita di una persona.

Un investigatore lavorerà per controllare se il coniuge beneficiario ha, per caso, intrapreso una convivenza duratura con un’altra persona. Inoltre aiuta a considerare l’eventuale presenza di un nuovo lavoro, magari pagato in nero, o l’avvio di un’attività lavorativa con relativo reddito garantito.

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