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Venezuela quarta potenza mondiale

Scritto da economia-diritto.net il 21 marzo 2018

Sembra una barzelletta ma purtroppo non lo è. Uno stato che da novembre non paga il suo debito sovrano agli investitori e dichiarato dalle agenzie in default risulta il quarto paese al mondo per detenzione materie prime. Con la certificazione del Venezuela, da parte della Gold Reserve , della quarta miniera d’oro più grande del mondo, il paese sta facendo storia, ha dichiarato martedì il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro.
Nella miniera del progetto Siembra Minera è stata verificata l’esistenza di 1.480 tonnellate di minerale d’oro, che si traduce in 54.300 milioni di euro. Nella miniera, inoltre, è stata certificata una riserva di 2,5 milioni di tonnellate di rame nell’ordine di 119.000 milioni di euro che, sommati all’oro, ammontavano a 173.000 milioni di euro. Il tutto arriva dopo che è stata introdotta una criptovaluta garantita dal petrolio che sta andando molto bene e suscita molto interesse da parte degli investitori di tutto il mondo. A questo punto la domanda è banale: ma come si fa a non pagare quei 4 spiccioli del debito sovrano, soprattutto i titoli di stato? Sembra ormai ovvio che questi soldi sono stati pagati e bloccati dagli intermediari statunitensi e non fatti arrivare a chi gli spetta e cioè agli investitori, andando contro legge.

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Lavoratori autonomi e commercianti

Scritto da economia-diritto.net il 12 marzo 2018

Che vergogna!!!!
Dopo un controllo sulle tasse irpef pagate da artigiani e commercianti risult che la media dei soldi pagati da quest’ultimi in un anno sfiora i 4.800 euro a fronte di quelli pagati dai dipendenti pubblici di 4.000 euro; per i pensionati l’ irpef media pagata è di 2.600 euro. Solo in italia è presente una tassazione così vergognosa per il piccolo commerciante e lavoratore autonomo, figure che ormai stanno scomparendo dal panorama italiano. Considerando l’ altro salasso per i contributi obbligatori da versare alle casse precidenziali di gestione separata inps o gestione commercianti si arriva ad un ulteriore 33% che si aggrava su queste categorie. In tasca non gli resta praticamente nulla.

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FONDI ETF

Scritto da economia-diritto.net il 8 marzo 2018

Lo scenario geoeconomico mondiale sta attraversando un periodo particolarmente volatile dovuto ai problemi innescati dal presidente dell’ America Trump e dalla politica di molti paesi europei. Dall’ altra parte del mondo la Cina non si fa sorprendere dai dazi annunciati da Trump e promette una risposta immediata innescando così una possibile guerra commerciale. In questo clima di incertezza, l’ investitore moderato, con un profilo di basso rischio, può decidere di investire nei Fondi ETF.
Gli ETF sono fondi composti da gruppi di società che danno una sicurezza maggiore all’ investor in quanto difficilmente il loro valore si perda nel tempo. Ovviamente ci sono anche ETF rischiosi soprattutto quelli a leva finanziaria e quelli esposti al mercato azionario volatile che però verranno affrontati in futuro. Soffermandoci agli ETF equilibrati, è fondamentale scegliere e diversificare tanti tipi di fondi divisi per categoria, settore, area geografica e durata: più si diversifica e più si abbassa il livello di rischio.
Si dividono in accumulativi e distributivi; i distributivi danno una cedola mensile o trimestrale o semestrale ottenuta dai dividendi pagati dalle società che compongono il fondo; gli accumulativi invece inseriscono i dividendi nel capitale facendo alzare il prezzo di mercato dell’ ETF. Chi mira ad un rendimento costante per lungo tempo, si consigliano fondi con distribuzione di cedola mensile (purtroppo ce ne sono pochi) o trimestrale dove il prezzo di mercato si muove poco e il rendimento è sicuro. Facendo una buona diversificazione si può ottenere il 5/6 % annuale con un profilo equilibrato e un livello di rischio di perdere il capitale molto basso. La maggior parte non hanno una data di scadenza in modo da non indurre l’ investitore a ragionare anche sul piccolo e medio termine temporale.
Un ETF interessante da osservare è l’ Ishare UK dividend che distribuisce una cedola trimestrale e che arriva a dare il 7% circa l’ anno. Il costo del titolo si è abbassato nell’ ultimo periodo a causa della Brexit e potrebbe essere il momento per entrare. Di seguito il grafico di performance dell’ ultimo anno:

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Reddito di cittadinanza

Scritto da economia-diritto.net il 7 marzo 2018

Finito lo spoglio elettorale delle elezioni del 04 Marzo, il quadro politico resta incerto e dubbioso. Sicuramente non è stata una sorpresa in quanto la legge elettorale aveva già auspicato uno scenario incerto per quanto riguarda la fomrazione di un governo di maggioranza. Una certezza però dalle urne è uscita: la vittoria di Lega e M5S. La lega forte della sua Flat tax e il M5S del reddito di cittadinanza. Una sorta di guerra tra ricco e povero o Nord e Sud. Il reddito di cittadinanza resta la più favorita in quanto un’ alleanza tra una fetta del PD e il M5S potrebbe compiersi e non è escluso definitivamente come quella tra Lega e M5S. Staremo a vedere.

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Stipendi: differenza Italia VS Germania enorme

Scritto da economia-diritto.net il 26 febbraio 2018

Stanno per avvicinarsi le elezioni politiche per il nostro paese. Molti cittadini, ultimamente, si sono chiesti come fosse possibile la percentale di astensione dal voto nelle ultime regionali, comunali e europee. La risposta è molto semplice: l’ allontanamento verso una classe politica ormai assuefatta e incapace di affrontare qualsiasi problema a livello europeo. Lo dimostra la differenza tra una busta paga italiana da quella tedesca; mettiamole a confronto:
Con 37.493 euro lordi il salario mediano dell’operaio tedesco è più elevato del 43% rispetto a quello del collega italiano (26.178) e il divario diventa del 67% nelle grandi aziende (49mila rispetto a 29mila) mentre nelle imprese medie la differenza è del 57,5% (45mila euro contro quasi 29mila) e nelle piccole troviamo in Italia una retribuzione mediana di 25.321 euro, in Germania di 35.491 (+40 per cento). Un responsabile del controllo di gestione (controller) nel nostro paese guadagna 56.857 euro lordi annui a fronte dei 76.374 del collega tedesco (+34%). Anche in questo caso il gap si accentua nelle grandi aziende (89.535 euro contro 59.561), nell’industria, nel credito e assicurazioni.
Il carico fiscale voluto dalle big europee del nord fa si che lo stipendio italiano si riduce del 40/50% in meno rispetto ad uno stipendio tedesco ma con il costo della vita uguale.
Elendo stipendi netti tedeschi:

Maestro elementare: 38.000€
Autista di autobus: 28.000€
Meccanico di automobili: 30.000€
Muratore: 30.000€
Operaio specializzato: 29.000€
Cuoco: 30.000€
Caporeparto: 40.000€
Ingegnere: 45.000€
Bancario: 40.000€
Segretaria: 28.000€
Commessa: 24.000€
Operaio generico: 21.000€

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Elezioni Italia: rischio spread o occasione?

Scritto da economia-diritto.net il 24 febbraio 2018

Sta per avvicinarsi l’ election day per la nostra amata terra; il 4 Marzo i cittadini italiani sono chiamati alle urne per decidere le sorti dell’ Italia. In base alle legge elettorale il rischio che non si arrivi ad una maggioranza ha una percentuale altissima che per alcuni esperti addirittura arriva al 100%. Non arrivando ad una maggioranza il nuovo governo non si può insediare con lo spread che accuserà il colpo aumentando come già sottolineato dall’ Europa. C’è però una possibil soluzione, che è quella del governo di alleanza tra diversi partiti e fazioni. Se l’ unico obiettivo, per il bene del paese, è dare comunque un governo per 5 anni, la stabilità del nostro paese sarebbe assicurata portando così l’ Italia in cima alle potenze europee a confrontarsi con Germania e Francia facendo valere la sua forza. In questo caso lo spread si abbasserà non poco a discapito della Germania.

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Mercati globali: SELL OFF!

Scritto da economia-diritto.net il 6 febbraio 2018

Black Monday è stato definito il lunedi 05/02/2018; un lunedi nero per i mercati finanziari di tutto il mondo. Gli indici azionari hanno avuto una perdita che non si registrava dal 2007 con il down jones che perde quasi il 5% e lo stesso vale per i mercati asiatici e me ma anche pesanti i mercati europei. I record su record conquistati negli utlimi anni sembrano ormai lontani da eventuali altri aggiornamenti e gli analisti più esperti pensano che questa volatilità più accentuata al ribbasso durerà ancora. Ma questi fondi dove andranno a finire?

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Dollaro: valuta in caduta libera

Scritto da economia-diritto.net il 29 gennaio 2018

Inarrestabile la perdita di valore della valuta del più ricco paese mondiale. Il dollaro è in continua discesa rispetto alle maggior parti delle valute mondiali. Il rapporto con l’ euro è spaventoso: in soli due mesi ha perso parecchi punti percentuali arrivando ad un cambio che va da 1,14 a 1,24. Le banche centrali sono molto preoccupate della situazione anche se il presidente Trump si dice favorevole ad una moneta più forte lanciando forse qualche consiglio alla FED per qualche rialzo dei tassi a partire già dall’ anno in corso. Vedremo che succederà…

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DIRITTI ANIMALI

Scritto da economia-diritto.net il 23 gennaio 2018

in Italia esistono le seguenti leggi IN MATERIA DI DIRITTI DEGLI ANIMALI:
Legge 14 agosto 1991, n. 281 (G.U. Serie Generale, n. 203 del 30 agosto 1991);
Accordo del 6 febbraio 2003;
Legge 20 luglio 2004, n.189;
Legge 201 del 2010;
Vediamo le linee generali di queste norme.
Legge 14 agosto 1991, n. 281
E’ chiamata legge quadro in materia di tutela degli animali d’affezione e lotta al randagismo. Con questa legge, l’Italia diventa il primo paese al mondo a riconoscere il diritto alla vita e alla tutela degli animali randagi, vietandone la soppressione se non in casi di gravi malattie, malattie incurabili o comprovata pericolosità. In altri Paesi permane ancora oggi la legge che regola la soppressione degli animali abbandonati dopo un eventuale periodo più o meno breve di stallo presso le apposite strutture sanitarie o rifugi. Gli articoli di questa legge possono essere riassunti così:
Art. 1 Principi generali: lo Stato promuove la tutela degli animali d’affezione, vieta la crudeltà verso questi animali e il loro abbandono e promuove la convivenza fra uomo e animali, tutelando ambiente e salute pubblica.
Art. 2 Trattamento dei cani e di altri animali di affezione: si promuove il controllo della popolazione di animali d’affezione, sia domestici che randagi (cani) o liberi (gatti). Gli animali liberi catturati non possono venire soppressi (se non per gravi malattie o perché pericolosi) ma vengono sterilizzati e, nel caso dei cani, tatuati (attualmente viene usato il microchip) presso strutture veterinarie riconosciute prima di essere rimessi in libertà. Enti e associazioni protezionistiche possono gestire le strutture dedicate al controllo della popolazione. E’ esplicitamente vietato il maltrattamento dei gatti liberi. Le strutture veterinarie e i servizi sanitari delle unità sanitarie locali (si veda l’articolo 4) possono offrire il servizio di pensione per cani di proprietà ed effettuano il servizio di pronto soccorso.
Art. 3 Competenze delle regioni: sono di competenza delle regioni:
l’istituzione dell’anagrafe canina locale;
la definizione dei criteri di risanamento dei canili;
la definizione delle misure di lotta al randagismo dopo aver sentito gli enti protezionisti e le società venatorie;
la formazione scolastica (rivolta principalmente agli studenti) e del personale sanitario che si occuperà degli animali d’affezione;
il risarcimento degli allevatori a causa dei danni provocati da cani randagi o inselvatichiti.
Le province autonome di Trento e Bolzano si adeguano a livello regionale alla presente legge.
Art. 4 Competenze dei comuni: i comuni singoli o associati provvedono alla limitazione delle nascite, al risanamento dei canili o all’istituzione di rifugi per cani e gatti con la possibilità di avvalersi dell’aiuto delle associazioni animaliste, attenendosi alle indicazioni dell’articolo 2.
Art. 5 Sanzioni: sono previste sanzioni per chi abbandona gli animali, omette l’iscrizione all’anagrafe canina di cani o gatti, omette di tatuare il cane, commercia cani e gatti ai fini di sperimentazione.
Gli articoli 6, 7, 8 e 9 riguardano imposte, abrogazione di norme non compatibili con la legge presente, istituzione del fondo per attuare la legge e copertura finanziaria.
Accordo del 6 febbraio 2003
E’ un accordo fra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ed è costituito da 9 articoli. Per le norme vigenti si rimanda alle leggi regionali, qui vengono stabiliti i principi a cui attenersi nei seguenti articoli:
Art. 1 Finalità e definizioni: è un articolo molto importante poiché le leggi per i diritti degli animali riguardano spesso esclusivamente gli animali d’affezione (tendenzialmente solo cani e gatti). Per animale da compagnia, con questa legge si intende “ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità”. Sono esclusi gli animali selvatici. Sono stabiliti i criteri per identificare anche “allevamento di cani e gatti per attività commerciali” e “commercio di animali da compagnia”.
Art. 2 Responsabilità e doveri del detentore: è un articolo che stabilisce precisamente i doveri di chi detiene animali da compagnia:
rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata;
assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico;
consentirgli un’adeguata possibilità di esercizio fisico;
prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga;
garantire la tutela di terzi da aggressioni;
assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali.
Art. 3 Controllo della riproduzione: chi detiene animali da compagnia deve occuparsi del controllo delle nascite per “non mettere a repentaglio la salute ed il benessere della progenitura o dell’animale femmina gravida o allattante”.
Art. 4 Sistema di identificazione dei cani: dal 1° gennaio 2005 il microchip sostituisce il tatuaggio per i cani.
Art. 5 Commercio, allevamento, addestramento e custodia a fini commerciali: contiene le indicazioni per intraprendere tali attività. Si veda l’allegato A alla fine degli articoli;
Art. 6 Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e prelievo economico a favore del benessere animale: è vietata l’esposizione di cuccioli di età inferiore ai 4 mesi ed è obbligatorio che gli animali siano regolarmente vaccinati.
Art. 7 Programmi di informazione e di educazione: contiene le norme sull’addestramento dei cani per disabili, animali per pet therapy, per fini espositivi o per competizioni, per la detenzione di animali selvatici. Al fine di limitare il fenomeno dell’abbandono e del randagismo, promuove il controllo delle nascite e scoraggia il dono di animali ai minori di anni 16 o in generale come premio, ricompensa e omaggio.
Art. 8 Manifestazioni popolari: riguarda specialmente le corse di cavalli (equidi ed altri ungulati).
Art. 9 Tecniche di pet therapy, accoglienza degli animali e cimiteri.
Allegato A: riguarda le dimensioni dei box per cani e degli annessi recinti all’aperto.

Legge 20 luglio 2004, n.189
E’ la legge chiamata “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”. Con questa legge vengono introdotte nuove fattispecie di reato (come il divieto di produrre e commercializzare pelli e pellicce di cane e gatto su tutto il territorio nazionale), vengono aggiunti nuovi articoli al codice penale, ovvero:
Il titolo IX del libro II del codice penale è integrato coi seguenti articoli:
Art. 544-bis. - (Uccisione di animali)
Art. 544-ter. - (Maltrattamento di animali)
Art. 544-quater. - (Spettacoli o manifestazioni vietati)
Art. 544-quinquies. - (Divieto di combattimenti tra animali)
Art. 544-sexies. - (Confisca e pene accessorie).
Vengono modificati gli articoli 638 e 727 del codice penale.
Dopo l’articolo 19-bis delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale sono inseriti i seguenti:
Art. 19-ter. - (Leggi speciali in materia di animali)
Art. 19-quater. - (Affidamento degli animali sequestrati o confiscati).
Legge 201 del 2010
Si tratta della ratifica italiana della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (Strasburgo, 14 agosto 1991). Con questa legge è stata data piena ed intera esecuzione alla Convenzione. Di conseguenza, sono stati modificati alcuni articoli del codice penale[1]. La legge comprende anche due norme di adeguamento dell’ordinamento italiano sul traffico illecito di animali da compagnia e sull’introduzione illecita di animali da compagnia.
Nella sua interezza, la Convenzione si articola in questo modo:
Art. 1 Definizioni: vengono definiti i termini animale da compagnia, commercio di animali da compagnia, allevamento e custodia di animali da compagnia a fini commerciali, rifugio per animali, animale randagio[2] e autorità competente;
Art. 2 Settore di applicazione e attuazione;
Art. 3 Principi fondamentali per il benessere degli animali: sono molto importanti e vengono riassunti in:
Nessuno causerà inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia.
Nessuno deve abbandonare un animale da compagnia.
Art. 4 Mantenimento: riguarda le condizioni per poter tenere un animale da compagnia. In particolare il custode di un animale da compagnia deve:
rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza;
procurargli adeguate possibilità di esercizio;
prendere tutti i ragionevoli provvedimenti per impedire che fugga.
Se tali condizioni non possono essere rispettate o se, pur rispettandole, l’animale non si adatta alla cattività, allora non deve essere tenuto come animale da compagnia;
Art. 5 Riproduzione;
Art. 6 Limiti di età per l’acquisto: è fissato a 16 anni. Per età minori serve la garanzia di un responsabile parentale;
Art. 7 Addestramento;
Art. 8 Commercio, allevamento e custodia a fini commerciali, rifugi per animali;
Art. 9 Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e manifestazioni analoghe;
Art. 10 Interventi chirurgici: viene sancito il divieto di intervenire se non per curare un animale o per sterilizzarlo. In particolare sono vietati:
il taglio della coda;
il taglio delle orecchie;
la recisione delle corde vocali;
l’asportazione delle unghie e dei denti.
Art. 11 Uccisione: viene specificata la procedura per l’eutanasia e vengono vietati alcuni metodi di uccisione come annegamento, asfissia, avvelenamento ed elettrocuzione se non sono preceduti da anestesia profonda.
Art. 12 Riduzione del numero di animali randagi: sebbene la Convenzione preveda la possibilità di uccidere gli animali con le modalità espresse nell’articolo 11, in Italia ciò è vietato.
Art. 13 Eccezioni per quanto concerne la cattura, il mantenimento e l’uccisione;
Art. 14 Programmi di informazione e di istruzione: sono volti in particolare a scoraggiare la procreazione fuori controllo, l’utilizzo di animali come premio o ricompensa, la protezione degli animali selvatici tenuti come animali da compagnia.
Art. 15 Consultazioni multilaterali: è prevista una consultazione multilaterale in sede del Consiglio d’Europa ogni 5 anni, per aggiornamenti e confronti.

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Tutti pazzi per le cripto valute

Scritto da economia-diritto.net il 8 gennaio 2018

Dopo la nascita del bitcoin, ormai diventata una realtà osservata non solo dai traders ma anche da gente comune, si stanno affermando sul mercato altre forme di cripto valute come il lite coni e ethereum. Alcuni stati stanno pensando addirittura di ristrutturare il proprio debito, mettendo sul mercato una moneta virtuale garantita dalle proprie materie prime: è il caso del Venezuela con il pedro. La strategia sarebbe quella di minare più possibile la valuta per dargli quel valore da poter immettere sul mercato e ristrutturare il proprio debito abbattendo la moneta con cui si è indebitati (nel caso del Venezuela il dollaro). Occasioni interessanti anche per i piccoli risparmiatori, si potrebbero trovare un giorno con una moneta che vale il 1000 % in più di quanto l’ avevano acquistata.

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