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Euro in picchiata

Scritto da economia-diritto.net il 7 maggio 2018

Il dollaro in queste ultime settimane si sta rafforzando soprattutto sulla moneta del vecchio continente. L’ euro, dopo una forte crescita, sta scontando i problemi politici dei più grandi paesi dell’ unione; la Germania dopo tanti mesi di stallo politico è riuscito a fare un governo di larghe intese ma con tante divergenze; l’ Italia dopo più di due mesi dal voto ancora non solo non ha un governo ma aleggia la possibilità di un’ altra data per il voto da decidere tra Luglio e Ottobre senza però aver fatto quantomeno una legge elettorale che dia una maggioranza; anche la Francia che sembrava essere lo Stato senza problemi ha diverse grane da risolvere: l’ ostilità con gli USA per il nucleare dell’ Iran, problemi con aziende con partecipazione statale quale AIR FRANCE e la possibilità di avere un’ unione politica europea più forte ormai lontana.

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Cessione del quinto

Scritto da economia-diritto.net il 24 aprile 2018

In passato l’ accesso al credito da parte di cittadini privati italiani era molto difficile da superare e gli ostacoli purtroppo non riguardavano solo le garanzie dimostrabili ma anche fonti di reddito sicure e abbondanti. Talvolta lo stipendio fisso non bastava per avere un prestito o mutuo. Oggi gli scenari sono cambiati notevolmente anche grazie a numerose forme di prestiti tra cui la cessione del quinto molto gettonato tra i clienti di banche, assicurazioni e istituti vari. Se hai bisogno di un prestito e sei un dipendente a tempo indeterminato o un pensionato potresti richiederne uno con formula della cessione del quinto dello stipendio. Il funzionamento e’ abbastanza semplice: la rata mensile viene trattenuta direttamente dalla tua retribuzione, ad opera dell’azienda o dell’ente pensionistico e la rata non deve superare un quinto del tuo stipendio; quindi se hai uno stipendio di 1000 euro al mese, la rata mensile del tuo prestito non deve superare le 200 euro. Tu quindi non dovrai preoccuparti di nulla, e non dovrai fornire ulteriori garanzie oltre alla busta paga o al cedolino della pensione. Il tasso d’ interesse non è solitamente esagerato ma giusto e la forza di questa formula sta nel fatto che comunque il peso della rata sulla tua retribuzione peserà poco per qualsiasi importo richiesto come prestito. La concorrenza tra i vari istituti di credito e banche per questa formula è tanta e questo fa si che il tasso d’ interesse finalmente non sia da usura ma decisamente accettabile.

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Bonds Venezuela: le tesi del blocco degli istituti di credito

Scritto da economia-diritto.net il 20 aprile 2018

La questione venezuelana e del suo debito sono ancora in primo piano nella scena mondiale. Le cedola dei bonds sovrani e non solo ancora non arrivano e mentre la maggior parte delle agenzie di rating e analisti considerano lo Stato Venezuelano in default, aleggiano tesi di un blocco delle cedole negli istitui di credito. Questi tesi non è solo rafforzata dallr sanzioni imposte da Trump verso Maduro, ma anche dai parametri discordanti quali un aumeto inarrestabile del prezzo del petrolio e di un calo netto del valore della valuta dollaro. Le cedole dei bond venezuelani venivano pagati quando il petrolio wti stava ai minimi e cioè a 40 $; il dollaro era invece ai massimi, sfiorava il cambio con l’ euro di 1,06. La domanda è ovvia: oggi con il wti che sfiora i 70 $ e la valuta dollaro che a cambio con l’ euro fa quasi 1,24 come mai non vengono pagate le cedole? La tesi del blocco da parte degli istituti di credito si rafforza e la colpa sembra essere proprio quella delle sanzioni da parte di Trump.

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Brexit nuovo referendum

Scritto da economia-diritto.net il 16 aprile 2018

I negoziati per l’ uscita della brexit non stanno dando i risultati sperati soprattutto dagli inglesi. Il malumore cresce e la maggioranza degli inglesi se potesse tornare indietro la croce sul si alla brexit non la metterebbe. Quindi ieri viene lanciata a Londra la campagna per un secondo referendum sulla Brexit: in migliaia sono intervenuti di fianco al promotore, lord Andrew Adonis, ex uomo di governo laburista ed eurofilo convinto. L’obiettivo è un nuovo voto popolare sul risultato finale dei negoziati in corso non buoni fra il governo Tory di Theresa May e Bruxelles. Voto che se fosse negativo dovrebbe sancire a suo dire un ripensamento ipso facto sulla Brexit in cui il popolo inglese ha diritto ad esprimersi e quindi ripensare alla permanenza del Regno nell’Ue.

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Fine di un matrimonio: determina l’assegno di mantenimento

Scritto da economia-diritto.net il 12 aprile 2018

La fine di una relazione è, in ogni situazione, un momento di profonda delusione e tristezza. Donne e uomini possono indubbiamente vivere in modo diverso questa rottura, anche in base al tipo di legame e unione che si era creata in precedenza. Ansia, depressione e malessere fisico regnano sovrano quando il tuo matrimonio si conclude, soprattutto considerando quello che dovrà avvenire subito dopo. Una delle grandi conseguente della rottura di una relazione, è la determinazione di un assegno di mantenimento.

Il mantenimento reciproco degli ex coniugi trova riferimento giuridico nel dovere di assistenza morale e materiale, regolato dall’articolo 143 del codice civile. La condivisione è la caratteristica fondamentale di un matrimonio, ed è proprio l’aspetto che lo differenzia da qualsiasi altro tipo di accordo di natura contrattuale. E da qui nasce proprio il conseguente dovere di contribuire alle esigenze della famiglia, in particolare concentrandosi sul sostentamento e sulla crescita dei figli, qualora siano presenti.

Da una parte vige il dovere di mantenimento rispetto all’altro coniuge e alla famiglia, ma è altrettanto vero che esiste la possibilità dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge separato, che è privo di reddito proprio.

I criteri di determinazione per l’assegno di mantenimento

Quando la separazione è consensuale, sono i due coniugi, davanti a un avvocato, a stabilire anche l’ammontare dell’importo dovuto per il mantenimento. Il Tribunale dovrà accertare che vi sia equità nell’accordo, soprattutto nel rispetto della tutela dei figli. I dettagli sull’assegno di mantenimento potranno poi essere modificati.

Qualora non vi fosse invece un accordo tra i due ex coniugi, il giudice dovrà stabilire a chi attribuire diritti e doveri. La determinazione dell’assegno di mantenimento è connessa all’individuazione di quella parte che è visibilmente svantaggiata e che non è in grado di continuare a vivere nello stesso tenore di vita. Il giudice dovrà quindi riequilibrare le reali capacità economiche della coppia che si separa, trovando quale sia il corretto valore da destinare al mantenimento.

Se dovesse verificarsi un inadempimento da parte del coniuge, che è obbligato a corrispondere l’assegno, il giudice potrà anche richiedere il sequestro dei beni, o richiedere che il versamento del denaro sia effettuato da terzi.

Richiedere l’intervento di un investigatore privato per determinare il reddito (nascosto) del coniuge

Vuoi trovare un modo sicuro per tutelarti? E’ possibile allora richiedere aiuto a un’agenzia investigativa per verificare le condizioni reddituali di un coniuge. L’intervento di un investigatore privato è fondamentale per avere assistenza e trovare tutte le risposte alle tue domande in fase di revisione, o determinazione dell’assegno di mantenimento.

Si tratta di una scelta utile per considerare eventuali cambiamenti nel tenore di vita di uno dei due ex coniugi. Si potrà così identificare quali sono questi eventuali cambiamenti che possono influenzare lo stile di vita di una persona.

Un investigatore lavorerà per controllare se il coniuge beneficiario ha, per caso, intrapreso una convivenza duratura con un’altra persona. Inoltre aiuta a considerare l’eventuale presenza di un nuovo lavoro, magari pagato in nero, o l’avvio di un’attività lavorativa con relativo reddito garantito.

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Roma - Barcellona 3-0 casse società piene

Scritto da economia-diritto.net il 12 aprile 2018

La leggendaria impresa dei giallorossi contro il Barcellona non è solo sportiva ma anche economica. Dopo gli elogi, i festeggiamenti, le gioie, adesso si passa alla cassa. Quanto ha incassato la società da questa straordinaria vittoria sul Barcellona?
Fino ad ora l’ incasso della Roma è di 81,02 milioni piiù eventuali ulteriori premi e (quello è sicuro) un altro lauto incasso dal botteghino e da tutto l’ indotto. Per questo la magica rimonta della Roma non è solo un’impresa sportiva; aggiungiamo un +20% sul titolo in borse che porta nelle casse della società un’ altra ventata di investitori pronti a rimanere su una società che adesso avrà un futuro roseo

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Diritto di recesso software

Scritto da economia-diritto.net il 10 aprile 2018

Quahndo si compra online, si solito l’ acquirente ha la protezione sugli acquisti e può avvalersi della legge sulla restituzione definita diritto di recesso. Alcune però tipologie di prodotti non consentono tale diritto come nella legge specificata. Quando l’ acquirente pretende la restituzione di un software acquistato va contro la legge sulla restituzione di software; il diritto di recesso non può essere applicato in base alla legge D. Lgs. 206/2005, articolo 55 comma 2, lett. d che prevede l’ esclusione per i software. Il legislatore ovviamente ha previsto l’ esclusione in quanto l’ acquirente una volta copiato il software lo restituirebbe ottenendo il software senza pagare.

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Reddito di cittadinanza, i soldi ci sono

Scritto da economia-diritto.net il 22 marzo 2018

Manca poco ormai alla formazione del nuovo governo dove l’ incertezza è uscita dalle urne quasi scontata da una legge elettorale buia. Gli unici vincitori scelti dagli italiani sono stati i due partiti considerati più estremi: Lega e M5S. Ormai l’ accordo tra i due partiti è fatto e tocca solo vedere l’ approccio di Forza Italia e che ruolo avrà per il nuovo governo. Fatto sta che il cavallo di battaglia tanto caro agli elettori del M5S, il reddito di cittadinanza, dovrà essere considerato e sicuramente votato in parlamento. Facendo due conti, l’ impossibilità della copertura sarebbe presto abbattuta; considerando che i soldi ci sarebbero togliendo tutti i bonus, assegni familiari, mancette a categorie di lavoratori, detrazioni di ogni genere e tipo. A questi aggiungiamo il tagli dei vitalizi e le tasse sul gioco d’ azzardo e ci siamo. Si arriverebbe anche ai 40 miliardi per il reddito di cittadinanza tanto atteso dagli elettroi del M5S.

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Venezuela quarta potenza mondiale

Scritto da economia-diritto.net il 21 marzo 2018

Sembra una barzelletta ma purtroppo non lo è. Uno stato che da novembre non paga il suo debito sovrano agli investitori e dichiarato dalle agenzie in default risulta il quarto paese al mondo per detenzione materie prime. Con la certificazione del Venezuela, da parte della Gold Reserve , della quarta miniera d’oro più grande del mondo, il paese sta facendo storia, ha dichiarato martedì il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro.
Nella miniera del progetto Siembra Minera è stata verificata l’esistenza di 1.480 tonnellate di minerale d’oro, che si traduce in 54.300 milioni di euro. Nella miniera, inoltre, è stata certificata una riserva di 2,5 milioni di tonnellate di rame nell’ordine di 119.000 milioni di euro che, sommati all’oro, ammontavano a 173.000 milioni di euro. Il tutto arriva dopo che è stata introdotta una criptovaluta garantita dal petrolio che sta andando molto bene e suscita molto interesse da parte degli investitori di tutto il mondo. A questo punto la domanda è banale: ma come si fa a non pagare quei 4 spiccioli del debito sovrano, soprattutto i titoli di stato? Sembra ormai ovvio che questi soldi sono stati pagati e bloccati dagli intermediari statunitensi e non fatti arrivare a chi gli spetta e cioè agli investitori, andando contro legge.

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Lavoratori autonomi e commercianti

Scritto da economia-diritto.net il 12 marzo 2018

Che vergogna!!!!
Dopo un controllo sulle tasse irpef pagate da artigiani e commercianti risult che la media dei soldi pagati da quest’ultimi in un anno sfiora i 4.800 euro a fronte di quelli pagati dai dipendenti pubblici di 4.000 euro; per i pensionati l’ irpef media pagata è di 2.600 euro. Solo in italia è presente una tassazione così vergognosa per il piccolo commerciante e lavoratore autonomo, figure che ormai stanno scomparendo dal panorama italiano. Considerando l’ altro salasso per i contributi obbligatori da versare alle casse precidenziali di gestione separata inps o gestione commercianti si arriva ad un ulteriore 33% che si aggrava su queste categorie. In tasca non gli resta praticamente nulla.

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