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Produzione industriale Italia

Scritto da economia-diritto.net il 20 giugno 2017

Dal sito ISTAT risultano i seguenti dati:

Ad aprile 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra una diminuzione dello 0,4% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2017 la produzione è diminuita dello 0,1% nei confronti dei tre mesi precedenti.

Ottima performance su base annua.

Nella media dei primi quattro mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel comparto dell’energia abbiamo un aumento mensile del +2,2%; segnano invece variazioni negative i beni strumentali (-1,6%), i beni di consumo (-0,5%) e i beni intermedi (-0,4%).

Aumentano anche i beni di consumo (+2,2%), l’energia (+2,1%) e , in misura più lieve, i beni intermedi (+0,7%) e i beni strumentali (+0,6%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad aprile 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli dell’attività estrattiva (+11,8%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+7,0%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+2,4%).
Per quanto riguardano invece le diminuzioni maggiori, si registrano nei settori della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-5,9%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-5,7%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,3%).

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DIRITTI ANIMALI

Scritto da economia-diritto.net il 13 giugno 2017

in Italia esistono le seguenti leggi IN MATERIA DI DIRITTI DEGLI ANIMALI:
Legge 14 agosto 1991, n. 281 (G.U. Serie Generale, n. 203 del 30 agosto 1991);
Accordo del 6 febbraio 2003;
Legge 20 luglio 2004, n.189;
Legge 201 del 2010;
Vediamo le linee generali di queste norme.
Legge 14 agosto 1991, n. 281
E’ chiamata legge quadro in materia di tutela degli animali d’affezione e lotta al randagismo. Con questa legge, l’Italia diventa il primo paese al mondo a riconoscere il diritto alla vita e alla tutela degli animali randagi, vietandone la soppressione se non in casi di gravi malattie, malattie incurabili o comprovata pericolosità. In altri Paesi permane ancora oggi la legge che regola la soppressione degli animali abbandonati dopo un eventuale periodo più o meno breve di stallo presso le apposite strutture sanitarie o rifugi. Gli articoli di questa legge possono essere riassunti così:
Art. 1 Principi generali: lo Stato promuove la tutela degli animali d’affezione, vieta la crudeltà verso questi animali e il loro abbandono e promuove la convivenza fra uomo e animali, tutelando ambiente e salute pubblica.
Art. 2 Trattamento dei cani e di altri animali di affezione: si promuove il controllo della popolazione di animali d’affezione, sia domestici che randagi (cani) o liberi (gatti). Gli animali liberi catturati non possono venire soppressi (se non per gravi malattie o perché pericolosi) ma vengono sterilizzati e, nel caso dei cani, tatuati (attualmente viene usato il microchip) presso strutture veterinarie riconosciute prima di essere rimessi in libertà. Enti e associazioni protezionistiche possono gestire le strutture dedicate al controllo della popolazione. E’ esplicitamente vietato il maltrattamento dei gatti liberi. Le strutture veterinarie e i servizi sanitari delle unità sanitarie locali (si veda l’articolo 4) possono offrire il servizio di pensione per cani di proprietà ed effettuano il servizio di pronto soccorso.
Art. 3 Competenze delle regioni: sono di competenza delle regioni:
l’istituzione dell’anagrafe canina locale;
la definizione dei criteri di risanamento dei canili;
la definizione delle misure di lotta al randagismo dopo aver sentito gli enti protezionisti e le società venatorie;
la formazione scolastica (rivolta principalmente agli studenti) e del personale sanitario che si occuperà degli animali d’affezione;
il risarcimento degli allevatori a causa dei danni provocati da cani randagi o inselvatichiti.
Le province autonome di Trento e Bolzano si adeguano a livello regionale alla presente legge.
Art. 4 Competenze dei comuni: i comuni singoli o associati provvedono alla limitazione delle nascite, al risanamento dei canili o all’istituzione di rifugi per cani e gatti con la possibilità di avvalersi dell’aiuto delle associazioni animaliste, attenendosi alle indicazioni dell’articolo 2.
Art. 5 Sanzioni: sono previste sanzioni per chi abbandona gli animali, omette l’iscrizione all’anagrafe canina di cani o gatti, omette di tatuare il cane, commercia cani e gatti ai fini di sperimentazione.
Gli articoli 6, 7, 8 e 9 riguardano imposte, abrogazione di norme non compatibili con la legge presente, istituzione del fondo per attuare la legge e copertura finanziaria.
Accordo del 6 febbraio 2003
E’ un accordo fra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ed è costituito da 9 articoli. Per le norme vigenti si rimanda alle leggi regionali, qui vengono stabiliti i principi a cui attenersi nei seguenti articoli:
Art. 1 Finalità e definizioni: è un articolo molto importante poiché le leggi per i diritti degli animali riguardano spesso esclusivamente gli animali d’affezione (tendenzialmente solo cani e gatti). Per animale da compagnia, con questa legge si intende “ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità”. Sono esclusi gli animali selvatici. Sono stabiliti i criteri per identificare anche “allevamento di cani e gatti per attività commerciali” e “commercio di animali da compagnia”.
Art. 2 Responsabilità e doveri del detentore: è un articolo che stabilisce precisamente i doveri di chi detiene animali da compagnia:
rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata;
assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico;
consentirgli un’adeguata possibilità di esercizio fisico;
prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga;
garantire la tutela di terzi da aggressioni;
assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali.
Art. 3 Controllo della riproduzione: chi detiene animali da compagnia deve occuparsi del controllo delle nascite per “non mettere a repentaglio la salute ed il benessere della progenitura o dell’animale femmina gravida o allattante”.
Art. 4 Sistema di identificazione dei cani: dal 1° gennaio 2005 il microchip sostituisce il tatuaggio per i cani.
Art. 5 Commercio, allevamento, addestramento e custodia a fini commerciali: contiene le indicazioni per intraprendere tali attività. Si veda l’allegato A alla fine degli articoli;
Art. 6 Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e prelievo economico a favore del benessere animale: è vietata l’esposizione di cuccioli di età inferiore ai 4 mesi ed è obbligatorio che gli animali siano regolarmente vaccinati.
Art. 7 Programmi di informazione e di educazione: contiene le norme sull’addestramento dei cani per disabili, animali per pet therapy, per fini espositivi o per competizioni, per la detenzione di animali selvatici. Al fine di limitare il fenomeno dell’abbandono e del randagismo, promuove il controllo delle nascite e scoraggia il dono di animali ai minori di anni 16 o in generale come premio, ricompensa e omaggio.
Art. 8 Manifestazioni popolari: riguarda specialmente le corse di cavalli (equidi ed altri ungulati).
Art. 9 Tecniche di pet therapy, accoglienza degli animali e cimiteri.
Allegato A: riguarda le dimensioni dei box per cani e degli annessi recinti all’aperto.

Legge 20 luglio 2004, n.189
E’ la legge chiamata “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”. Con questa legge vengono introdotte nuove fattispecie di reato (come il divieto di produrre e commercializzare pelli e pellicce di cane e gatto su tutto il territorio nazionale), vengono aggiunti nuovi articoli al codice penale, ovvero:
Il titolo IX del libro II del codice penale è integrato coi seguenti articoli:
Art. 544-bis. - (Uccisione di animali)
Art. 544-ter. - (Maltrattamento di animali)
Art. 544-quater. - (Spettacoli o manifestazioni vietati)
Art. 544-quinquies. - (Divieto di combattimenti tra animali)
Art. 544-sexies. - (Confisca e pene accessorie).
Vengono modificati gli articoli 638 e 727 del codice penale.
Dopo l’articolo 19-bis delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale sono inseriti i seguenti:
Art. 19-ter. - (Leggi speciali in materia di animali)
Art. 19-quater. - (Affidamento degli animali sequestrati o confiscati).
Legge 201 del 2010
Si tratta della ratifica italiana della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (Strasburgo, 14 agosto 1991). Con questa legge è stata data piena ed intera esecuzione alla Convenzione. Di conseguenza, sono stati modificati alcuni articoli del codice penale[1]. La legge comprende anche due norme di adeguamento dell’ordinamento italiano sul traffico illecito di animali da compagnia e sull’introduzione illecita di animali da compagnia.
Nella sua interezza, la Convenzione si articola in questo modo:
Art. 1 Definizioni: vengono definiti i termini animale da compagnia, commercio di animali da compagnia, allevamento e custodia di animali da compagnia a fini commerciali, rifugio per animali, animale randagio[2] e autorità competente;
Art. 2 Settore di applicazione e attuazione;
Art. 3 Principi fondamentali per il benessere degli animali: sono molto importanti e vengono riassunti in:
Nessuno causerà inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia.
Nessuno deve abbandonare un animale da compagnia.
Art. 4 Mantenimento: riguarda le condizioni per poter tenere un animale da compagnia. In particolare il custode di un animale da compagnia deve:
rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza;
procurargli adeguate possibilità di esercizio;
prendere tutti i ragionevoli provvedimenti per impedire che fugga.
Se tali condizioni non possono essere rispettate o se, pur rispettandole, l’animale non si adatta alla cattività, allora non deve essere tenuto come animale da compagnia;
Art. 5 Riproduzione;
Art. 6 Limiti di età per l’acquisto: è fissato a 16 anni. Per età minori serve la garanzia di un responsabile parentale;
Art. 7 Addestramento;
Art. 8 Commercio, allevamento e custodia a fini commerciali, rifugi per animali;
Art. 9 Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e manifestazioni analoghe;
Art. 10 Interventi chirurgici: viene sancito il divieto di intervenire se non per curare un animale o per sterilizzarlo. In particolare sono vietati:
il taglio della coda;
il taglio delle orecchie;
la recisione delle corde vocali;
l’asportazione delle unghie e dei denti.
Art. 11 Uccisione: viene specificata la procedura per l’eutanasia e vengono vietati alcuni metodi di uccisione come annegamento, asfissia, avvelenamento ed elettrocuzione se non sono preceduti da anestesia profonda.
Art. 12 Riduzione del numero di animali randagi: sebbene la Convenzione preveda la possibilità di uccidere gli animali con le modalità espresse nell’articolo 11, in Italia ciò è vietato.
Art. 13 Eccezioni per quanto concerne la cattura, il mantenimento e l’uccisione;
Art. 14 Programmi di informazione e di istruzione: sono volti in particolare a scoraggiare la procreazione fuori controllo, l’utilizzo di animali come premio o ricompensa, la protezione degli animali selvatici tenuti come animali da compagnia.
Art. 15 Consultazioni multilaterali: è prevista una consultazione multilaterale in sede del Consiglio d’Europa ogni 5 anni, per aggiornamenti e confronti.

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Detrazioni fiscali: verso l’ assegno universale

Scritto da economia-diritto.net il 9 giugno 2017

In rete gira una notizia ormai da tanto tempo e che risulta in discussione in Senato: l’ assegno universale per i figli a carico. Tutti sappiamo che le detrazioni per i figli a carico sono presenti da tanti anni e che ne usufruiamo all’ atto della dichiarazione dei redditi. Al senato stanno discutendo un provvedimento, già passato alla camera, che riguarda un assegno universale per ogni figlio a carico fino a 26 anni, che va da 150 euro a 300 euro in base all’ età. Ovviamente tutti i bonus verranno eliminati per dare a spazio a questo assegno che dovrebbe essere erogato mensilmente verso tutti, anche agli incapienti e cioè a quelli senza reddito. La spesa per una manovra simile è abbastanza alta e il governo sta studiando la mossa da attuare; forse toglieno gli assegni al nucleo familiare si arriverebbe?

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Elezioni UK in arrivo: mercati attenti

Scritto da economia-diritto.net il 6 giugno 2017

In un quadro macroeconomico molto incerto, dove gli accordi sul petrolio sono vulnerabili (legati anche alla crisi nel golfo), la politica di Trump non è ben vista da tutto il mondo e anche in casa USA i problemi non sono mica poi così pochi, la stabilità europea con l’ Italia vicina al voto anticipato, arriva il giorno delle elezioni in UK. Il partito conservatore della May sembrava mesi fa non avere alcun problema di maggioranza al governo; i sondaggi però smentiscono questa ipotesi e confermano la risalita del partito laburista. Il rischio di non governabilità è alto soprattutto se il partito liberale supera il 6% definendosi autonomo e quindi non disposto a convergere in alleanze per governare. D’ altronde il partito anti Brexit doveva fare questa scelta per forza. Giovedi sarà un giorno dove i mercati staranno con gli occhi puntati alle elezioni UK.

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Mercati europei: finanza incerta

Scritto da economia-diritto.net il 1 giugno 2017

Il nocciolo dell’ incertezza sarà se e quando la politica fiscale e monetaria dell’Europa tornerà ad essere europea, ovvero tedesca. Se e quando, in altre parole, torneremo a sentire parlare di austerità e troika (riverniciate da ministro unico delle finanze e Esm) sul piano fiscale, di euro forte sul piano valutario e di tassi più alti, a Qe terminato, quando nel 2019 Weidmann prenderà il posto di Draghi.
Nel periodo in cui la merkel aveva allentanto l’ austerity dimostrandosi aperta anche un possibile ministero comune di economia e finanza a livello europeo sembrava che i mercati rispondessero bene.
Oltre a se stessa in versione troppo tedesca, l’Europa avrà da temere incidenti di percorso eventuali in America, in Cina o nei paesi emergenti.
L’Europa non ha mai esportato come oggi e la vitalità dei suoi mercati di sbocco è essenziale per mantenere la sua crescita ai livelli attuali.
Il problema più grande si presenterà quando finirà il programma di acquisto di Draghi. Con l’ euro così forte bloccare il qe sarebbe un disastro.

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USA: la FED resta sulla sua linea su aumento tassi

Scritto da economia-diritto.net il 19 maggio 2017

La Federal Reserve sembra non essere poi così tanto alla politica USA e ai suoi scandali e soprattutto sui piani Trump. Un distacco che potrebbe portare non pochi vantaggi ai mercati non solo USA ma di tutto il mondo. Ieri ha parlato la presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, che sembra intenzionata a tirare dritto sulla via del rialzo dei tassi di interesse: nel suo intervento non c’è stato alcun riferimento allo scontro tra poteri istituzionali in corso mentre tutta l’attenzione è stata sulle condizioni economiche, definite ottime, sia sul fronte occupazionale che su quello dell’ inflazione e commercio. Dalla analisi fatta emerge la necessità di prendere le misure per contrastare soprattutto la ripartenza dell’inflazione. Il piano dei rialzi dei tassi (4 per lo specifico) continueranno e dovrebbe a Giugno esserci il prossimo.

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Governo Trump: mercati incerti

Scritto da economia-diritto.net il 17 maggio 2017

Il consolidamento della presidenza Trump sembra ormai arrivato; più di 4 mesi alla guida del paese ma purtroppo con tanti dubbi e incertezze da chiarire. Ultimo nodo apparso nei quotidiani di tutto il mondo è il segreto svelato dagli USA alla russia sulle questione siria. L’ accusa dei mercati adesso si comincia a far sentire; gli analisti sembrano scettici slle decisioni del presidente riguardo non solo una politica fiscale rivoluzionaria ma anche una politica economica forte, come quella che ha lasciato Obama. Il dollaro è in caduta libera nei confronti di un euro che sembra riprendersi il suo valore. Pro e contro della svalutazione del dollaro per gli europei ma sicuramente non buona per l’ economia USA.

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Banche italiane: trimestrali da record

Scritto da economia-diritto.net il 12 maggio 2017

Il 2017 inizia bene per le nostre banche big in termini di utili trimestrali. Stiamo assistendo a forti rialzi in borsa per i titoli riguardanti le nostre maggiori banche quali Unicredit, Intesa, Banco popolare. Il titolo UCG presenta una trimestrale da record con utili non visti da tanto tempo; stesso vale a dire per Bpm che riesce a consolidare un buon cet1 e anche negli npl la situazione è ottima. Intesa san paolo continua ad essere la migliore banca d’ europa e conferma i dati in progressione positiva che giungono ormai da anni.

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Vittoria Macron: quadro geopolitico mondiale

Scritto da economia-diritto.net il 9 maggio 2017

La grande vittoria del centrista autonomo Macron, fortemente europeista, ha cambiato gli scenari possibili futuri non solo europei ma di tutta la geopolitica mondiale. Dopo la Brexit, l’ umore antieuro stava cominciando a salire non solo negli Stati periferici ma anche in Francia dove la Le Pen parlava alla pancia dei francesi incentrando la sua politica sull’ uscita dall’ euro. Vittoria schiacciante con più del 66% (non ricordiamo un risultato simile in un ballottaggio nella storia) da parte di Macron ma sopratttto da parte dell’ Europa. La Germania resta in pole e senza dubbi confermerà il suo governo pro euro in autunno. A questo punto l’ Italia che farà? Un europa forte potrebbe portare benefici anche alla nostra nazione, con un unione più forte anche in vista dei negoziati con la GB. Ovviamente Trump non vede di buon occhio questa forza europea che potrebbe dar fastidio nello scenario mondiale.

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CONSEGUENZE DENUNCIA PENALE

Scritto da economia-diritto.net il 5 maggio 2017

Nel caso si sappia di aver subito una denuncia è del tutto normale ed evidente che la prima preoccupazione sia rivolta a sapere quali possano essere le conseguenze di una denuncia penale, e quali possano essere i rischi correlati ad una denuncia di questo tipo (tra le più comuni ci sono le querele, clicca qui per sapere come difendersi da una querela).
Appare in primo luogo doveroso capire cosa sia una denuncia penale: la denuncia è quell’atto formale con il quale un soggetto espone alle Autorità (o la Procura della Repubblica o le Forze di Polizia) un fatto che costituisca reato e che sia procedibile d’ufficio, portandole a conoscenza di tale accadimento; la denuncia può avere sia forma orale che scritta.
Ciò diversamente dalla querela, che consiste invece nell’atto formale (anch’esso in forma scritta o orale) con il quale la vittima del reato (ed esclusivamente essa) chiede alle Autorità che il colpevole del reato subito sia perseguito penalmente e punito.
Trattandosi di reato procedibile d’ufficio la prima conseguenza di una denuncia penale sarà l’instaurazione di un procedimento penale nei confronti del soggetto che è indicato nella denuncia come responsabile del fatto.
Si svolgeranno quindi indagini, che saranno coperte da segreto istruttorio sino al loro termine, attraverso le quali il Pubblico Ministero (coadiuvato dalle Forze dell’Ordine) cercherà riscontri ed elementi di prova che possano avvalorare la fondatezza della denuncia, e soprattutto attribuire con certezza la responsabilità del fatto al soggetto denunciato.
Se durante le indagini preliminari il Pubblico Ministero sarà riuscito a raccogliere elementi di prova che depongano per l’effettiva colpevolezza del soggetto denunciato, e che siano prevedibilmente idonei a convincere di tale circostanza un Giudice nel corso di un processo, si provvederà ad una richiesta di rinvio a giudizio o si citerà direttamente a giudizio il soggetto denunciato.
Tra i rischi e le possibili conseguenze di una denuncia penale vi è infatti la possibilità di essere sottoposti ad un processo penale nel quale l’Accusa cercherà di dimostrare la colpevolezza del denunciato, mentre quest’ultimo avrà la possibilità di difendersi e dimostrare che non esistano prove di una sua responsabilità.
La peggiore delle possibili conseguenze di una denuncia penale è tuttavia quella di essere condannati – all’esito del processo e solo nel caso in cui si venga riconosciuti colpevoli – ad una pena che varierà e sarà diversa in relazione al titolo di reato per il quale si è accusati, ma che potrà arrivare sino alla pena detentiva (reclusione o arresto) per la durata che sarà stabilita dal Giudice.
Ulteriore rischio di una denuncia penale è quello di essere condannati (oltre alla pena stabilità dal Giudice, e solo nel caso in cui questi pronunci un verdetto di colpevolezza) a risarcire i danni che la vittima del reato abbia subito a causa dell’azione illegale del colpevole.
La vittima del reato (che molte volte è proprio il soggetto che ha effettuato la denuncia) ha infatti facoltà di costituirsi parte civile nel processo penale celebrato a carico dell’imputato, al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti o la restituzione di quanto indebitamente sottratto.
E’ evidente inoltre che i rischi e le conseguenze di una denuncia penale saranno diversi (e soprattutto di livello più o meno grave) in relazione alla gravità ed alla tipologia del reato di cui si è accusati nella denuncia; in casi di particolare gravità, e qualora sussistano esigenze cautelari da garantire prima del processo, il denunciato potrà essere sottoposto ad un provvedimento restrittivo della libertà personale come l’arresto, il fermo, o l’ordinanza di custodia cautelare.
Vista la gravità dei possibili rischi e delle conseguenze di una denuncia penale è preferibile rivolgersi immediatamente ad un avvocato penalista, il quale, in qualità di esperto nel campo del diritto penale, potrà da subito guidare il denunciato in una materia così tecnica e delicata tutelando a pieno i suoi diritti.

Fonte: Giuseppe Migliore – Avvocato Penalista Roma

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