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Stipendi: differenza Italia VS Germania enorme

Scritto da economia-diritto.net il 26 febbraio 2018

Stanno per avvicinarsi le elezioni politiche per il nostro paese. Molti cittadini, ultimamente, si sono chiesti come fosse possibile la percentale di astensione dal voto nelle ultime regionali, comunali e europee. La risposta è molto semplice: l’ allontanamento verso una classe politica ormai assuefatta e incapace di affrontare qualsiasi problema a livello europeo. Lo dimostra la differenza tra una busta paga italiana da quella tedesca; mettiamole a confronto:
Con 37.493 euro lordi il salario mediano dell’operaio tedesco è più elevato del 43% rispetto a quello del collega italiano (26.178) e il divario diventa del 67% nelle grandi aziende (49mila rispetto a 29mila) mentre nelle imprese medie la differenza è del 57,5% (45mila euro contro quasi 29mila) e nelle piccole troviamo in Italia una retribuzione mediana di 25.321 euro, in Germania di 35.491 (+40 per cento). Un responsabile del controllo di gestione (controller) nel nostro paese guadagna 56.857 euro lordi annui a fronte dei 76.374 del collega tedesco (+34%). Anche in questo caso il gap si accentua nelle grandi aziende (89.535 euro contro 59.561), nell’industria, nel credito e assicurazioni.
Il carico fiscale voluto dalle big europee del nord fa si che lo stipendio italiano si riduce del 40/50% in meno rispetto ad uno stipendio tedesco ma con il costo della vita uguale.
Elendo stipendi netti tedeschi:

Maestro elementare: 38.000€
Autista di autobus: 28.000€
Meccanico di automobili: 30.000€
Muratore: 30.000€
Operaio specializzato: 29.000€
Cuoco: 30.000€
Caporeparto: 40.000€
Ingegnere: 45.000€
Bancario: 40.000€
Segretaria: 28.000€
Commessa: 24.000€
Operaio generico: 21.000€

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Elezioni Italia: rischio spread o occasione?

Scritto da economia-diritto.net il 24 febbraio 2018

Sta per avvicinarsi l’ election day per la nostra amata terra; il 4 Marzo i cittadini italiani sono chiamati alle urne per decidere le sorti dell’ Italia. In base alle legge elettorale il rischio che non si arrivi ad una maggioranza ha una percentuale altissima che per alcuni esperti addirittura arriva al 100%. Non arrivando ad una maggioranza il nuovo governo non si può insediare con lo spread che accuserà il colpo aumentando come già sottolineato dall’ Europa. C’è però una possibil soluzione, che è quella del governo di alleanza tra diversi partiti e fazioni. Se l’ unico obiettivo, per il bene del paese, è dare comunque un governo per 5 anni, la stabilità del nostro paese sarebbe assicurata portando così l’ Italia in cima alle potenze europee a confrontarsi con Germania e Francia facendo valere la sua forza. In questo caso lo spread si abbasserà non poco a discapito della Germania.

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Mercati globali: SELL OFF!

Scritto da economia-diritto.net il 6 febbraio 2018

Black Monday è stato definito il lunedi 05/02/2018; un lunedi nero per i mercati finanziari di tutto il mondo. Gli indici azionari hanno avuto una perdita che non si registrava dal 2007 con il down jones che perde quasi il 5% e lo stesso vale per i mercati asiatici e me ma anche pesanti i mercati europei. I record su record conquistati negli utlimi anni sembrano ormai lontani da eventuali altri aggiornamenti e gli analisti più esperti pensano che questa volatilità più accentuata al ribbasso durerà ancora. Ma questi fondi dove andranno a finire?

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Dollaro: valuta in caduta libera

Scritto da economia-diritto.net il 29 gennaio 2018

Inarrestabile la perdita di valore della valuta del più ricco paese mondiale. Il dollaro è in continua discesa rispetto alle maggior parti delle valute mondiali. Il rapporto con l’ euro è spaventoso: in soli due mesi ha perso parecchi punti percentuali arrivando ad un cambio che va da 1,14 a 1,24. Le banche centrali sono molto preoccupate della situazione anche se il presidente Trump si dice favorevole ad una moneta più forte lanciando forse qualche consiglio alla FED per qualche rialzo dei tassi a partire già dall’ anno in corso. Vedremo che succederà…

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DIRITTI ANIMALI

Scritto da economia-diritto.net il 23 gennaio 2018

in Italia esistono le seguenti leggi IN MATERIA DI DIRITTI DEGLI ANIMALI:
Legge 14 agosto 1991, n. 281 (G.U. Serie Generale, n. 203 del 30 agosto 1991);
Accordo del 6 febbraio 2003;
Legge 20 luglio 2004, n.189;
Legge 201 del 2010;
Vediamo le linee generali di queste norme.
Legge 14 agosto 1991, n. 281
E’ chiamata legge quadro in materia di tutela degli animali d’affezione e lotta al randagismo. Con questa legge, l’Italia diventa il primo paese al mondo a riconoscere il diritto alla vita e alla tutela degli animali randagi, vietandone la soppressione se non in casi di gravi malattie, malattie incurabili o comprovata pericolosità. In altri Paesi permane ancora oggi la legge che regola la soppressione degli animali abbandonati dopo un eventuale periodo più o meno breve di stallo presso le apposite strutture sanitarie o rifugi. Gli articoli di questa legge possono essere riassunti così:
Art. 1 Principi generali: lo Stato promuove la tutela degli animali d’affezione, vieta la crudeltà verso questi animali e il loro abbandono e promuove la convivenza fra uomo e animali, tutelando ambiente e salute pubblica.
Art. 2 Trattamento dei cani e di altri animali di affezione: si promuove il controllo della popolazione di animali d’affezione, sia domestici che randagi (cani) o liberi (gatti). Gli animali liberi catturati non possono venire soppressi (se non per gravi malattie o perché pericolosi) ma vengono sterilizzati e, nel caso dei cani, tatuati (attualmente viene usato il microchip) presso strutture veterinarie riconosciute prima di essere rimessi in libertà. Enti e associazioni protezionistiche possono gestire le strutture dedicate al controllo della popolazione. E’ esplicitamente vietato il maltrattamento dei gatti liberi. Le strutture veterinarie e i servizi sanitari delle unità sanitarie locali (si veda l’articolo 4) possono offrire il servizio di pensione per cani di proprietà ed effettuano il servizio di pronto soccorso.
Art. 3 Competenze delle regioni: sono di competenza delle regioni:
l’istituzione dell’anagrafe canina locale;
la definizione dei criteri di risanamento dei canili;
la definizione delle misure di lotta al randagismo dopo aver sentito gli enti protezionisti e le società venatorie;
la formazione scolastica (rivolta principalmente agli studenti) e del personale sanitario che si occuperà degli animali d’affezione;
il risarcimento degli allevatori a causa dei danni provocati da cani randagi o inselvatichiti.
Le province autonome di Trento e Bolzano si adeguano a livello regionale alla presente legge.
Art. 4 Competenze dei comuni: i comuni singoli o associati provvedono alla limitazione delle nascite, al risanamento dei canili o all’istituzione di rifugi per cani e gatti con la possibilità di avvalersi dell’aiuto delle associazioni animaliste, attenendosi alle indicazioni dell’articolo 2.
Art. 5 Sanzioni: sono previste sanzioni per chi abbandona gli animali, omette l’iscrizione all’anagrafe canina di cani o gatti, omette di tatuare il cane, commercia cani e gatti ai fini di sperimentazione.
Gli articoli 6, 7, 8 e 9 riguardano imposte, abrogazione di norme non compatibili con la legge presente, istituzione del fondo per attuare la legge e copertura finanziaria.
Accordo del 6 febbraio 2003
E’ un accordo fra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ed è costituito da 9 articoli. Per le norme vigenti si rimanda alle leggi regionali, qui vengono stabiliti i principi a cui attenersi nei seguenti articoli:
Art. 1 Finalità e definizioni: è un articolo molto importante poiché le leggi per i diritti degli animali riguardano spesso esclusivamente gli animali d’affezione (tendenzialmente solo cani e gatti). Per animale da compagnia, con questa legge si intende “ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità”. Sono esclusi gli animali selvatici. Sono stabiliti i criteri per identificare anche “allevamento di cani e gatti per attività commerciali” e “commercio di animali da compagnia”.
Art. 2 Responsabilità e doveri del detentore: è un articolo che stabilisce precisamente i doveri di chi detiene animali da compagnia:
rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata;
assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico;
consentirgli un’adeguata possibilità di esercizio fisico;
prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga;
garantire la tutela di terzi da aggressioni;
assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali.
Art. 3 Controllo della riproduzione: chi detiene animali da compagnia deve occuparsi del controllo delle nascite per “non mettere a repentaglio la salute ed il benessere della progenitura o dell’animale femmina gravida o allattante”.
Art. 4 Sistema di identificazione dei cani: dal 1° gennaio 2005 il microchip sostituisce il tatuaggio per i cani.
Art. 5 Commercio, allevamento, addestramento e custodia a fini commerciali: contiene le indicazioni per intraprendere tali attività. Si veda l’allegato A alla fine degli articoli;
Art. 6 Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e prelievo economico a favore del benessere animale: è vietata l’esposizione di cuccioli di età inferiore ai 4 mesi ed è obbligatorio che gli animali siano regolarmente vaccinati.
Art. 7 Programmi di informazione e di educazione: contiene le norme sull’addestramento dei cani per disabili, animali per pet therapy, per fini espositivi o per competizioni, per la detenzione di animali selvatici. Al fine di limitare il fenomeno dell’abbandono e del randagismo, promuove il controllo delle nascite e scoraggia il dono di animali ai minori di anni 16 o in generale come premio, ricompensa e omaggio.
Art. 8 Manifestazioni popolari: riguarda specialmente le corse di cavalli (equidi ed altri ungulati).
Art. 9 Tecniche di pet therapy, accoglienza degli animali e cimiteri.
Allegato A: riguarda le dimensioni dei box per cani e degli annessi recinti all’aperto.

Legge 20 luglio 2004, n.189
E’ la legge chiamata “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”. Con questa legge vengono introdotte nuove fattispecie di reato (come il divieto di produrre e commercializzare pelli e pellicce di cane e gatto su tutto il territorio nazionale), vengono aggiunti nuovi articoli al codice penale, ovvero:
Il titolo IX del libro II del codice penale è integrato coi seguenti articoli:
Art. 544-bis. - (Uccisione di animali)
Art. 544-ter. - (Maltrattamento di animali)
Art. 544-quater. - (Spettacoli o manifestazioni vietati)
Art. 544-quinquies. - (Divieto di combattimenti tra animali)
Art. 544-sexies. - (Confisca e pene accessorie).
Vengono modificati gli articoli 638 e 727 del codice penale.
Dopo l’articolo 19-bis delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale sono inseriti i seguenti:
Art. 19-ter. - (Leggi speciali in materia di animali)
Art. 19-quater. - (Affidamento degli animali sequestrati o confiscati).
Legge 201 del 2010
Si tratta della ratifica italiana della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (Strasburgo, 14 agosto 1991). Con questa legge è stata data piena ed intera esecuzione alla Convenzione. Di conseguenza, sono stati modificati alcuni articoli del codice penale[1]. La legge comprende anche due norme di adeguamento dell’ordinamento italiano sul traffico illecito di animali da compagnia e sull’introduzione illecita di animali da compagnia.
Nella sua interezza, la Convenzione si articola in questo modo:
Art. 1 Definizioni: vengono definiti i termini animale da compagnia, commercio di animali da compagnia, allevamento e custodia di animali da compagnia a fini commerciali, rifugio per animali, animale randagio[2] e autorità competente;
Art. 2 Settore di applicazione e attuazione;
Art. 3 Principi fondamentali per il benessere degli animali: sono molto importanti e vengono riassunti in:
Nessuno causerà inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia.
Nessuno deve abbandonare un animale da compagnia.
Art. 4 Mantenimento: riguarda le condizioni per poter tenere un animale da compagnia. In particolare il custode di un animale da compagnia deve:
rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza;
procurargli adeguate possibilità di esercizio;
prendere tutti i ragionevoli provvedimenti per impedire che fugga.
Se tali condizioni non possono essere rispettate o se, pur rispettandole, l’animale non si adatta alla cattività, allora non deve essere tenuto come animale da compagnia;
Art. 5 Riproduzione;
Art. 6 Limiti di età per l’acquisto: è fissato a 16 anni. Per età minori serve la garanzia di un responsabile parentale;
Art. 7 Addestramento;
Art. 8 Commercio, allevamento e custodia a fini commerciali, rifugi per animali;
Art. 9 Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e manifestazioni analoghe;
Art. 10 Interventi chirurgici: viene sancito il divieto di intervenire se non per curare un animale o per sterilizzarlo. In particolare sono vietati:
il taglio della coda;
il taglio delle orecchie;
la recisione delle corde vocali;
l’asportazione delle unghie e dei denti.
Art. 11 Uccisione: viene specificata la procedura per l’eutanasia e vengono vietati alcuni metodi di uccisione come annegamento, asfissia, avvelenamento ed elettrocuzione se non sono preceduti da anestesia profonda.
Art. 12 Riduzione del numero di animali randagi: sebbene la Convenzione preveda la possibilità di uccidere gli animali con le modalità espresse nell’articolo 11, in Italia ciò è vietato.
Art. 13 Eccezioni per quanto concerne la cattura, il mantenimento e l’uccisione;
Art. 14 Programmi di informazione e di istruzione: sono volti in particolare a scoraggiare la procreazione fuori controllo, l’utilizzo di animali come premio o ricompensa, la protezione degli animali selvatici tenuti come animali da compagnia.
Art. 15 Consultazioni multilaterali: è prevista una consultazione multilaterale in sede del Consiglio d’Europa ogni 5 anni, per aggiornamenti e confronti.

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Tutti pazzi per le cripto valute

Scritto da economia-diritto.net il 8 gennaio 2018

Dopo la nascita del bitcoin, ormai diventata una realtà osservata non solo dai traders ma anche da gente comune, si stanno affermando sul mercato altre forme di cripto valute come il lite coni e ethereum. Alcuni stati stanno pensando addirittura di ristrutturare il proprio debito, mettendo sul mercato una moneta virtuale garantita dalle proprie materie prime: è il caso del Venezuela con il pedro. La strategia sarebbe quella di minare più possibile la valuta per dargli quel valore da poter immettere sul mercato e ristrutturare il proprio debito abbattendo la moneta con cui si è indebitati (nel caso del Venezuela il dollaro). Occasioni interessanti anche per i piccoli risparmiatori, si potrebbero trovare un giorno con una moneta che vale il 1000 % in più di quanto l’ avevano acquistata.

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Buon 2018

Scritto da economia-diritto.net il 2 gennaio 2018

Buon inizio anno da parte dello staff di economia-diritto.net

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Election day Italia

Scritto da economia-diritto.net il 14 dicembre 2017

Sembra ormai decisa la data per il rinnovo del governo italiano; tutti i partiti sono d’ accordo e il presidente della Repubblica insieme alle alte cariche hanno stabilito come data delle prossime elezioni il 4 Marzo.
I mercati reagiscono male a questa decisione in quanto il quadro politico italiano che ne uscirebbe dalle urne è prospettivamente confuso; non si delinea una maggioranza chiara di chi governa e le possibili alleanze sono impossibili tranne dei cambiamenti all’ ultimo momento per salvare un quadro sgradevole soprattutto agli occhi dell’ Europa. Il settore che ne risentirà di più sarà quello bancario, che fin’ ora stava andando discretamente.

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Nascita bitcoin

Scritto da economia-diritto.net il 5 dicembre 2017

Con i bitcoin è possibile fare acquisti in maniera anonima in Internet, ma dopo 7 anni dalla sua nascita nessuno sa ancora chi ha creato la cryptomoneta più famosa al mondo. Bitcoin è una moneta matematica. Risultato di un progetto di cryptocurrency concluso da Satoshi Nakamoto nel 2009 indica un tipo di valuta che viene scambiata elettronicamente su internet, anzi meglio su reti digitali.

Con i bitcoin oggi è possibile acquistare beni e servizi in maniera anonima attraverso il web.
Avversato da banche e governi, ogni successivo tentativo di “coniare” e usare moneta elettronica era fallito fino alla comparsa di bitcoin.
Il nome Bitcoin si riferisce sia alla moneta (con la b minuscola) che al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne consente lo scambio (con la B maiuscola) e rende concreta la possibilità di evitare il ricorso a un ente centrale grazie a un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia di tutte le transazioni.
Il funzionamento avviene così:

Ogni importo bitcoin è legato a una coppia di codici, le chiavi crittografiche, una privata nota solo al proprietario, che gli permette di spenderlo, una pubblica, e cioè l’indirizzo bitcoin, che permette di riceverlo.
Bitcoin quindi non viene “coniata” da banche o enti centrali, ma grazie a un algoritmo residente su computer attraverso il mining.
Tanto più ampia è la rete dei miners, tanta più moneta verrà controllata e generata attraverso l’algoritmo del software bitcoin.
La rete bitcoin crea un blocco casuale di monete che deve essere verificato dai miners per poterle utilizzare. Oggi esistono numerosi servizi su Internet che vendono bitcoin accettando come controvalore anche le monete nazionali. Addirittura oggi esistono dei veri e propri bancomat post fuori da istituti bancari che permettono di scambiare questi codici in contanti pagando una commissione

L’intero sistema monetario bitcoin risiede in un database replicato in tutti i nodi della rete bitcoin e questo semplice fatto rende superfluo l’intervento di un’autorità centrale.
Per creare il proprio portafoglio virtuale è sufficiente scaricare il client bitcoin su qualsiasi piattaforma software divenendo subito parte della rete che ne garantisce stabilità e affidabilità anche contro il double spending.
Bitcoin infatti usa la crittografia per proteggersi da furti e manipolazioni consentendo al titolare di spenderla una sola volta e solo a lui.
Le transazioni in bitcoin sono pseudoanonime tra chi possiede un indirizzo bitcoin (se ne può creare uno per ciascuna transazione), e ogni possessore può tenerle in un portafoglio virtuale sul proprio computer o presso terze parti.

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In Italia non funziona un cazzo

Scritto da economia-diritto.net il 26 novembre 2017

Tutto ciò è assurdo; di seguito l’ elenco delle tasse pagate dagli italiani ogni anno. In base al tipo di lavoro che si fa qualcuna viene eliminata ma la media generale è di 8.000 euro l’ anno:

1 - Addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili

2 - Addizionale comunale sull’Irpef

3 - Addizionale erariale tassa automobilistica per auto di potenza sup 185 kw
4 - Addizionale regionale all’accisa sul gas naturale
5 - Addizionale regionale sull’Irpef
6 - Bollo auto
7 - Canoni su telecomunicazioni e Rai Tv
8 - Cedolare secca sugli affitti
9 - Concessioni governative
10 - Contributo Ambientale Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi)
11 - Contributi concessioni edilizie
12 - Contributi consorzi di bonifica
13 - Contributo SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei Rifiuti)
14 - Contributo solidarietà sui redditi elevati (Il contributo di solidarietà sui redditi elevati di importo superiore a 300 mila euro si applica nel periodo 2011-2016)
15 - Contributo SSN sui premi RC auto
16 - Contributo unificato di iscrizione a ruolo (E’ dovuto un contributo per ciascun grado di giudizio nel processo civile e amministrativo)
17 - Contributo unificato processo tributario
18 - Diritto Albo Nazionale Gestori Ambientali
19 - Diritti archivi notarili
20 - Diritti catastali
21 - Diritti delle Camere di commercio
22 - Diritti di magazzinaggio
23 - Diritti erariali su pubblici spettacoli
24 - Diritti per contrassegni apposti alle merci
25 - Diritti SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori)
26 - Imposta catastale
27 - Imposta di bollo
28 - Imposta di bollo sui capitali all’estero
29 - Imposta di bollo sulla secretazione dei capitali scudati
30 - Imposta di registro e sostitutiva
31 - Imposta di scopo
32 - Imposta di soggiorno
33 - Imposta erariale sui aeromobili privati
34 - Imposta erariale sui voli passeggeri aerotaxi
35 - Imposta ipotecaria
36 - Imposta municipale propria (Imu)
37 - Imposta per l’adeguamento dei principi contabili (Ias)
38 - Imposta plusvalenze cessioni azioni (capital gain)
39 - Imposta provinciale di trascrizione
40 - Imposta regionale sulle attività produttive (Irap)
41 - Imposta regionale sulla benzina per autotrazione
42 - Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
43 - Imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato
44 - Imposta sostitutiva sui premi e vincite
45 - Imposta sulla sigaretta elettronica ( Imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo)
46 - Imposta su immobili all’estero
47 - Imposta sugli oli minerali e derivati
48 - Imposta sugli spiriti (distillazione alcolica)
49 - Imposta sui gas incondensabili
50 - Imposta sui giuochi, abilità e concorsi pronostici
51 - Imposta sui tabacchi
52 - Imposta sul gas metano
53 - Imposta sul gioco del Totocalcio e dell’ Enalotto
54 - Imposta sul gioco Totip e sulle scommesse Unire
55 - Imposta sul lotto e le lotterie
56 - Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
57 - Imposta sul valore aggiunto (Iva)
58 - Imposta sulla birra
59 - Imposta sulle assicurazioni
60 - Imposta sulle assicurazioni Rc auto
61 - Imposta Regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio e patrimonio indisponibile
62 - Imposta sulle patenti
63 - Imposta sulle riserve matematiche di assicurazione
64 - Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)
65 - Imposta sull’energia elettrica
66 - Imposte comunali sulla pubblicità e sulle affissioni
67 - Imposte sostitutive su risparmio gestito
68 - Imposte su assicurazione vita e previdenza complementare
69 - Imposte sul reddito delle società (Ires)
70 - Imposte sulle successioni e donazioni
71 - Maggiorazione IRES Società di comodo
72 - Nuova imposta sostitutiva rivalutazione beni aziendali
73 - Proventi dei Casinò
74 - Imposta sostitutiva rivalutazione del TFR
75 - Ritenute sugli interessi e su altri redditi da capitale
76 - Ritenute sugli utili distribuiti dalle società
77 - Sovraimposta di confine su gas incondensabili (Sovraimposta di confine su gas incondensabili di prodotti petroliferi e su gas stessi resi liquidi con la compressione)
78 - Sovraimposta di confine su gas metano (Sovraimposta di confine su gas metano, confezionato in bombole o altri contenitori, usato come carburante per l’autotrazione e come combustibile per impieghi diversi da quelli delle imprese individuali artigiane)
79 - Sovraimposta di confine sugli spiriti
80 - Sovraimposta di confine sui fiammiferi
81 - Sovraimposta di confine sui sacchetti di plastica non biodegradabili
82 - Sovraimposta di confine sulla birra
83 - Sovrimposta di confine sugli oli minerali
84 - Tassa annuale sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili
85 - Tassa annuale unità da diporto
86 - Tassa erariale sulle merci imbarcate e sbarcate nei porti, rade e spiagge dello Stato
87 - Tassa emissione di anidride solforosa e di ossidi di azoto
88 - Tassa erariale e sbarco merci trasportate per via aerea
89 - Tassa occupazione di spazi e aree pubbliche TOSAP (comunale)
90 - Tassa portuale sulle merci imbarcate e sbarcate nei porti dello Stato
91 - Tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale
92 - Tassa regionale per il diritto allo studio universitario
93 - Tassa smaltimento rifiuti (TARI)
94 - Tassa sulle concessioni regionali
95 - Tassazione addizionale stock option settore finanziario
96 - Tasse e contributi universitari
97 - Tasse scolastiche (iscrizione, frequenza, tassa esame, tassa diploma)
98 - Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente
99 - Tributo per i servizi indivisibili (TASI)
100 - Tributo speciale discarica

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