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Mercati europei: finanza incerta

Scritto da economia-diritto.net il 1 giugno 2017

Il nocciolo dell’ incertezza sarà se e quando la politica fiscale e monetaria dell’Europa tornerà ad essere europea, ovvero tedesca. Se e quando, in altre parole, torneremo a sentire parlare di austerità e troika (riverniciate da ministro unico delle finanze e Esm) sul piano fiscale, di euro forte sul piano valutario e di tassi più alti, a Qe terminato, quando nel 2019 Weidmann prenderà il posto di Draghi.
Nel periodo in cui la merkel aveva allentanto l’ austerity dimostrandosi aperta anche un possibile ministero comune di economia e finanza a livello europeo sembrava che i mercati rispondessero bene.
Oltre a se stessa in versione troppo tedesca, l’Europa avrà da temere incidenti di percorso eventuali in America, in Cina o nei paesi emergenti.
L’Europa non ha mai esportato come oggi e la vitalità dei suoi mercati di sbocco è essenziale per mantenere la sua crescita ai livelli attuali.
Il problema più grande si presenterà quando finirà il programma di acquisto di Draghi. Con l’ euro così forte bloccare il qe sarebbe un disastro.

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USA: la FED resta sulla sua linea su aumento tassi

Scritto da economia-diritto.net il 19 maggio 2017

La Federal Reserve sembra non essere poi così tanto alla politica USA e ai suoi scandali e soprattutto sui piani Trump. Un distacco che potrebbe portare non pochi vantaggi ai mercati non solo USA ma di tutto il mondo. Ieri ha parlato la presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, che sembra intenzionata a tirare dritto sulla via del rialzo dei tassi di interesse: nel suo intervento non c’è stato alcun riferimento allo scontro tra poteri istituzionali in corso mentre tutta l’attenzione è stata sulle condizioni economiche, definite ottime, sia sul fronte occupazionale che su quello dell’ inflazione e commercio. Dalla analisi fatta emerge la necessità di prendere le misure per contrastare soprattutto la ripartenza dell’inflazione. Il piano dei rialzi dei tassi (4 per lo specifico) continueranno e dovrebbe a Giugno esserci il prossimo.

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Governo Trump: mercati incerti

Scritto da economia-diritto.net il 17 maggio 2017

Il consolidamento della presidenza Trump sembra ormai arrivato; più di 4 mesi alla guida del paese ma purtroppo con tanti dubbi e incertezze da chiarire. Ultimo nodo apparso nei quotidiani di tutto il mondo è il segreto svelato dagli USA alla russia sulle questione siria. L’ accusa dei mercati adesso si comincia a far sentire; gli analisti sembrano scettici slle decisioni del presidente riguardo non solo una politica fiscale rivoluzionaria ma anche una politica economica forte, come quella che ha lasciato Obama. Il dollaro è in caduta libera nei confronti di un euro che sembra riprendersi il suo valore. Pro e contro della svalutazione del dollaro per gli europei ma sicuramente non buona per l’ economia USA.

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Banche centrali in azione

Scritto da economia-diritto.net il 4 marzo 2017

Prime anticipazioni provengono dalle banche centrali di Stati Uniti ed Europa. La FED prepara i dati per la prossima riunione del 15/16 Marzo dove la Yellen si è espressa abbastanza chiaramente per un rialzo dei tassi già questo mese con probabilità di altri 3 rialzi nel 2017. L’ economia americana ormai è robusta, l’ occupazione non ha problemi, i consumi vanno bene, quindi i rialzi secono la yellen sono più che dovuti.
Dall’ altra parte dell’ oceano, invece, l’ europa ancora lotta con l’ inceretezza soprattutto politica di alcuni paesi: le elezioni di Olanda e Francia tengono in tensione i mercati ma anche l’ italia presenta un quadro politico non sano. Draghi la prossima settimana si pronuncerà sul QE volto ormai quasi al termine; ci saranno delle sorprese in merito?

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LAGARDE: colpo finale all’ euro?

Scritto da economia-diritto.net il 22 febbraio 2017

Gli scenari macroeconomici di livello mondiale, nell’ ultimo anno, hanno preso una chiara direzione che sembra non cambiare; la Brexit e la vittoria di Trump hanno fatto capire come la geopolitica e la macroeconomia sta per rivoltarsi completamente. L’ euro non sta attraversando un buon periodo a causa dell’ avanzare di partiti estremisti e populisti. Le elezioni francesi si avvicinano e, stando a quanto dicono i sondaggi, la vittoria della Lagarde con il suo Front National è sempre più probabile. La Lagarde è stata più volte chiara nelle sue ultime dichiarazioni: se vince uscita dall’ euro subito. Il colpo di grazia alla disfatta europea potrebbe darlo proprio la Francia.

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FMI: Lagarde fa marcia indietro; No austerity

Scritto da economia-diritto.net il 26 gennaio 2017

Negli ultimi mesi ci sono stati eventi che lasciano una ferita troppo grande per i fautori dell’ Austerity: Brexit, vittoria di Trump in Usa e da quella del ‘No’ nel referendum costituzionale italiano. il Fondo Monetario Internazionale, uno degli assi portanti delle politiche liberiste ma bloccate dall’ Austeruty che hanno accompagnato i processi di globalizzazione degli ultimi vent’anni, adesso rinnegano la stessa austerità ammettendo che tali politiche non hanno fatto altro che aumentare disagio sociale e rabbia popolare, finendo per antipolitici e populisti.
Dunque la parola d’ordine è togliere il paraocchi e iniziare ad ascoltare e soprattutto a capire i disagi più profondi, con tanto di ammissione che è tempo di passare a politiche maggiormente ridistributive. La lagarde sembra aver deciso: No Austerity e si Ridistribuzione. Gli scenari economici potrebbero mutare anche nel breve tempo e si potrebbero spostare in una lotta contro la globalizzazione.

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Referendum Costituzionale: Vince il NO

Scritto da economia-diritto.net il 6 dicembre 2016

Quasi il 60% degli italiani hanno emesso il verdetto: NO alla riforma con consegenti dimissioni del premier Renzi. Ad oggi si discute se il NO è stato un voto contro l’ attuale governo o proprio in merito alla riforma non piaciuta agli italiani. Una cosa è certa: ad oggi non è chiaro lo scenario politico/economico dell’ Italia. Una legge di bilancio da approvare entro Natale e un governo ormai dimissionario. Incertezza nascosta dai mercati che per ora segnano normalità ma una bomba pronta ad esplodere da un momento all’ altro. Il presidente della Repubblica congela le dimissioni di Renzi per far approvare al più presto la legge di bilancio; la domanda però nasce spontanea: chi approva questa legge in senato con na maggioranza risicata e con governo dimissionario?

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TRUMP: Collaborazione con Italia forte

Scritto da economia-diritto.net il 11 novembre 2016

Chi pensava che lo schieramento di Renzi per la Clinton prima delle elezioni e la vittoria di Trump fosse un disastro si sbaglia. La posizione del nostro presidente del consiglio è ininfluente alla collaborazione USA/Italia. I presidenti in Italia cambiano spesso di anno in anno e gli americani lo sanno bene. Un punto invece da rilevare è lo schieramento in campagna elettorale dell’ italiano sindaco di New York che ha fatto votare tutta la little Italy a favore di Trump. Anche il portavoce dei Repubblicani ha ribadito più volte in varie interviste che l’ Italia non solo resta un punto strategico per l’ America ma è canditata in prima linea a far crescere la collaborazione nell’ asse Usa, Italia, Russia. considerando che la politica di Trump è decisa a eliminare le sanzioni commerciali da e per la Russia, politica che porterà nelle casse dell’ Italia circa 7 mld l’ anno. Beh come inizio non c’è male…..

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Sondaggi Clinton/Trump

Scritto da economia-diritto.net il 7 novembre 2016

Domani è il giorno dell’ election day e sapremo finalmente chi sarà il nuovo presidente USA. Nella scorsa settimana i sondaggi si sono sbizzarriti in numeri da sali e scendi nello stesso giorno. Oggi quasi tutti i sondaggi danno la Clinton come vincitrice e la media dei punti che la distaccano da Trump è di 3-5. Saranno dati confermati oppure avremo l’ ennesima sorpresa?

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ELECTION DAY USA: l’ evento di Novembre

Scritto da economia-diritto.net il 1 novembre 2016

Conclusa la riunione Opec di Vienna con un nulla di fatto (del resto ormai era scontato), i paesi produttori hanno davanti una nuova sfida in un tutti contro tutti: nessun limite alla produzione di petrolio. Paesi come Iran, Iraq ma anche Russia e gli stessi USA armeggeranno i macchinari per produrre più che possono petrolio e battere la concorrenza. Se sul fronte petrolio la partita accordo è chiusa sul fronte USA invece è completamente aperta. Fra pochi giorni ci sarà l’ election day per definire chi sarà il nuovo presidente americano. I sondaggi hanno ridotto la forbice tra i due canditati che si trovano adesso ad uno sprint finale da seguire fino all’ ultimo voto. I mercati attendono con ansia il risultato e in base a quello si apriranno nuovi scenari.

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